..:: Lettera ai suoi ragazzi ::..

 

Non dobbiamo, non possiamo allontanarci dalla poverta', dall'assoluta semplicita' che da sempre sono la nostra forza piu' grande, la nostra sfida piu' grande alla leziosita', alla rituale opulenta apparenza che fa marcire i fiori piu' belli, alla raffinata complessita' che alimenta le sovrastrutture che calpestano sogni e valori. La lotta ci deve unire, contrapporre l'esempio, l'azione alla celebrazione, e' il nostro reato piu' grave. Lasciamo i salotti ai cortigiani, lasciamo l'ambigua raffinatezza ai sofisti lasciamo l'inganno a chi si logora nel potere per il potere qualunque esso sia. dobbiamo respirare il profumo leggero della semplicita' dobbiamo respirare la dolcezza profonda di un'amicizia fatta di poche cose semplici, perche' noi siamo questo. perche' voi, tutti voi siete questo.

ultimo

 

Noi ci saremo ogni volta che gli altri scappano, ci saremo con gli occhi splendenti di chi sa sognare e vuole sognare perchè è realista e con realismo disprezza questa realtà, questa antimafia di salotto, gestita da professorini elitari e snob, da toghe grige che alla lotta di strada preferiscono la dialettica unilaterale dell'insinuazione e della celebrazione retorica. Questa antimafia arrogante buttata nei programmi TV per fare audience offendendo persone che non possono rispondere e strumentalizzando eroi e martiri a loro uso e consumo. A questo loro parlare per parlare, noi rispondiamo con il coraggio di fare azione, ribellazione contro la mafia. E come sempre guardiamo alle generazioni più giovani, alla ribellione all'ingiustizia che vive e deve vivere senza mediazioni nel cuore dei giovani, dei ragazzi del nostro Paese. Il nostro cuore rimane legato a Palermo e alla Sicilia agli esempi che i carabinieri straccioni hanno dato per primo a me, di come sia possibile lottare e vincere una lotta impossibile senza arroganza, senza superbia, al solo scopo di servire il proprio popolo. A chi combatte quelli che hanno combattuto la mafia tutto il mio profondo disprezzo.

ultimo

 

Combattere con le azioni quotidiane, con i gesti semplici di una solidarietà che non vuole apparire e non vuole essere ostentata, è la base della ribellazione degli ultimi. Oggi vediamo gli emblemi del potere cavalcare la memoria dei caduti, cavalcare la rabbia e i sogni dei ragazzi, dei giovani che sognano la legalità e la libertà. Oggi vediamo chi ha la responsabilità della lotta alla mafia sfilare con quelli che dovrebbero giudicare la sua efficacia e la sua efficenza. La promiscuità tra potere e società civile tradisce la purezza, mischia le carte ed i ruoli. Diffidiamo dei buoni maestri; dai professionisti dell' antimafia vogliamo risultati, azioni e non proclami o sfilate. La ribellazione corre lungo i muri scrostati delle periferie, nei cortili sporchi dove l' uguaglianza è solo nella miseria, nel vuoto, nella violenza che copre ogni dignità. Noi siamo la ribellione a quella violenza, a quel potere e a quella miseria, e quando dico questo, i nostri occhi sono splendenti perchè non hanno un padrone.

ultimo

 

 

 



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