KOKOPELLI

 

Ci sono diverse leggende, è utile scrivere l'origine del nome. Per gli Zuni, deriva da KOKO Dio PELLI insetto simile alla cavalletta per gli Hopi da KOKO bosco e PILAU gobba . Non si sa quale sia la corretta visto che i popoli davano significati ai nomi in base alle loro determinate credenze. Una delle leggende più famose ricca e divertente proveniente sicuramente dalle Indie. Kokopelli era importante per tante tribù nella cultura antica degli "Anasazi" della zona dei "Quattro Angoli" che comprendono Colorado, Arizona, New Mexico ed Utah. Alcuni hanno paragonato la sua importanza per gli indiani del sud-ovest a quella di Abramo per gli ebrei ed a quella di Paolo ai cristiani, insomma un vero Dio. KOKOPELLI è amatissimo ancora oggi dai discendenti dei " Nativi Americani " ed è una delle immagini più importanti dell'epica indiana. E' importante grazie al suo carattere ed alla sua natura scherzosa, così racconta la mitologia antica, era come se diffondesse il loro bene. A causa di ciò venne ripetutamente ricostruito nella mente delle persone, specialmente lavoratori e artigiani. Ognuno, dava al kokopelli la natura che esso pretendeva, imbroglione o essere per bene. Da tutti però, veniva considerato un DIO. "Gli Anasazi" furono i primi ad adorarlo erano soprattutto coltivatori di mais, fagioli e zucca sul Colorado Plateau. Ci sono altri racconti che dicono secondo una leggenda Navajo, che era il Dio della raccolta e abbondanza. Gli Zuni ugual modo lo consideravano come un "Rain Priest" uomo della pioggia in grado di far scendere la pioggia a sua volontà. Altri lo hanno considerato come uno "Spiritual Priest" con poteri guaritori. La tradizione dell' Utah del sud disegna Kokopelli come un uomo piccolo che usava andare ai villaggi trasportando un sacco di semi di cereali sulle sue spalle, insegnando alla gente a coltivare. Egualmente si è detto commerciasse il grano e conchiglie in cambio di pezzi di turchese. Alcuni dicono che quest’immagine può essere derivata dai commercianti del tempo che annunciavano il loro arrivo suonando il flauto mentre si avvicinavano. Quando suonava, il sole usciva, la neve si scioglieva, l'erba cominciava a crescere, gli uccelli cominciavano a cantare e gli animali raccoglievano intorno per sentire le sue canzoni. La musica del suo flauto addolciva la terra e la preparava a ricevere il seme. La magia del suo flauto si pensava stimolasse la creatività ed aiutasse i buoni sogni a realizzarsi. Altre leggende dicono che tra i petroglifi ritrovati nella zona di Four Corners il KOKOPELLI è l'unico essere antropomorfo istoriato sulle rocce, ad avere un nome e un'identità. La sua immagine è stata vista più volte nei siti archeologici degli Anasazi e degli Indiani Pueblo.


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